L’amore è spesso descritto da poeti e romanzieri come un mistero imperscrutabile. Eppure, la scienza ci dice che dietro quel “batticuore” c’è una regia biologica precisissima. Capire come nasce l’amore non toglie magia al sentimento, ma ci aiuta a celebrare quanto sia potente il legame tra corpo e mente, in ogni stagione della nostra vita.
A cura di Redazione. Revisione del Comitato Scientifico Lynda (R. Di Pace)
Le tappe del viaggio amoroso
Secondo gli studi, la biologia dell’amore può essere suddivisa in tre fasi distinte, ognuna guidata da molecole specifiche:
- Il desiderio (la spinta biologica): tutto parte dall’ipotalamo, che regola la produzione di estrogeni e testosterone. Questi ormoni non definiscono solo i caratteri sessuali, ma accendono la scintilla iniziale, la libido, che ci spinge verso l’altro.
- L’attrazione (l’euforia del “qui e ora”): questa è la fase del coinvolgimento totale. Entrano in gioco la dopamina e la noradrenalina, che creano un vero e proprio meccanismo di ricompensa. Ci sentiamo pieni di energia, dormiamo meno e siamo focalizzati esclusivamente sulla persona amata. Parallelamente, i livelli di serotonina calano, spiegando perché il pensiero dell’altro diventi quasi un’ossessione piacevole.
- L’attaccamento (il legame profondo): superata la tempesta dell’attrazione, interviene l’ossitocina, nota come “l’ormone delle coccole”. Viene rilasciata durante il contatto fisico e l’intimità, favorendo la creazione di legami stabili e duraturi. È la molecola che trasforma la passione in un porto sicuro.
La cascata ormonale descritta dalla scienza è un patrimonio universale che appartiene a ogni essere umano, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Che si tratti di un legame eterosessuale, LGBTQIA+ o di nuove forme di affettività, il cervello risponde agli stimoli del cuore con la stessa meravigliosa intensità chimica.
Amore in menopausa
Esiste un mito da sfatare, ovvero che l’amore e il desiderio abbiano una data di scadenza. Anche durante la menopausa, una fase di grandi cambiamenti ormonali, la capacità di innamorarsi e provare attrazione resta intatta.
Sebbene i livelli di estrogeni e testosterone subiscano una variazione, l’architettura cerebrale dell’amore (dopamina e ossitocina) continua a funzionare perfettamente. Anzi, in questa fase della vita, l’amore può assumere sfumature nuove e più consapevoli:
- l’attaccamento si solidifica: l’ossitocina continua a giocare un ruolo chiave nel mantenere l’intimità e la complicità.
- consapevolezza del piacere: molte donne riscoprono una sessualità più libera, slegata dalla funzione riproduttiva e basata sulla pura connessione emotiva e fisica.
- salute e benessere: innamorarsi in età matura è un potente elisir di giovinezza. L’entusiasmo generato dalla dopamina stimola la mente e il corpo, contrastando lo stress e migliorando l’umore.
Come ci ricorda la scienza, restare aperti ai legami affettivi non solo ci rende felici, ma mantiene il nostro sistema nervoso vigile e il nostro cuore — inteso come muscolo e come anima — pulsante di vita.
Perché, in fondo, la formula perfetta dell’amore non esiste, ma la chimica per scriverla è già dentro di noi.