Il testosterone, ormone spesso trascurato nella salute femminile, gioca un ruolo fondamentale nel benessere psicologico e cognitivo durante la transizione menopausale. Le linee guida internazionali lo raccomandano attualmente solo per il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, tuttavia recenti evidenze scientifiche suggeriscono benefici più ampi su umore, memoria e vitalità complessiva.
A cura di Redazione Lynda. Revisione del Comitato Scientifico – dottoressa Raffaela Di Pace.
Cos’è e a cosa serve il testosterone nelle donne?
Quando pensiamo al testosterone, la maggior parte di noi lo associa automaticamente alla salute maschile. Eppure, prima della menopausa, le donne producono addirittura più testosterone rispetto agli estrogeni, anche se gli estrogeni sono biologicamente più potenti e quindi esplicano le loro azioni anche a concentrazioni minori. Un dato sorprendente che sottolinea l’importanza di questo ormone per la salute femminile.
Il testosterone nelle donne viene prodotto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali ed esplica numerose funzioni: influenza il desiderio sessuale, mantiene la densità ossea, preserva la massa muscolare, sostiene le funzioni cognitive come memoria e concentrazione, e contribuisce in modo significativo al tono dell’umore e ai livelli di energia.
Con l’avanzare dell’età, ma già intorno ai 30 anni, i livelli di testosterone diminuiscono gradualmente accelerando poi durante la transizione menopausale e la menopausa, quando i livelli possono ridursi fino al 50% rispetto a quelli di una donna più giovane. Negli uomini, la carenza di testosterone, più lenta e graduale, è chiaramente associata a affaticamento, umore depresso e deterioramento cognitivo. Anche nelle donne, sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, quando i livelli di questo ormone diminuiscono, alcune donne possono avvertire sintomi quali:
- riduzione o perdita del desiderio sessuale
- sensazione persistente di stanchezza inspiegabile
- difficoltà di concentrazione o “brain fog”
- cambiamenti dell’umore che possono includere tristezza o irritabilità
- diminuzione della forza muscolare e della massa ossea
- sintomi vasomotori come le vampate di calore.
Le donne in menopausa che soffrono di sintomi persistenti nonostante la terapia ormonale sostitutiva standard con estrogeni e progesterone potrebbero trarre beneficio dall’aggiunta del testosterone al loro regime terapeutico.
Quali sono i sintomi da carenza di testosterone?
Un recente studio pilota condotto nel Regno Unito ha gettato nuova luce sui benefici della terapia con testosterone transdermico nelle donne in peri e post-menopausa. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Archives of Women’s Mental Health, ha coinvolto 510 donne che frequentavano una clinica specializzata nella menopausa e rappresenta uno dei più ampi studi mai condotti su questo argomento.
Le partecipanti allo studio presentavano una caratteristica comune: nonostante stessero già utilizzando la terapia ormonale sostitutiva (TOS) con estrogeni, con o senza progesterone, da almeno tre mesi, continuavano a sperimentare una riduzione della libido accompagnata da almeno un sintomo cognitivo o dell’umore. L’età media delle partecipanti era di 54 anni, con il 66% in post-menopausa e il 34% in perimenopausa.
Il sintomo più comunemente associato a bassi livelli di testosterone è la riduzione o perdita del desiderio sessuale. Questo non significa semplicemente una minore frequenza di attività sessuale, ma una vera e propria mancanza di interesse, fantasie sessuali ridotte o assenti, e una diminuzione della capacità di eccitazione. Molte donne descrivono questa condizione come un “interruttore spento”, una perdita di quella scintilla che prima era presente. Sul piano fisico, la carenza di testosterone può portare a una riduzione della massa muscolare e della forza. Alcune donne notano che è più difficile mantenere il tono muscolare nonostante l’esercizio fisico regolare. La densità ossea può diminuire, aumentando il rischio di osteoporosi. Anche la salute vulvovaginale può essere compromessa, con sintomi simili all’atrofia vaginale.
I sintomi cognitivi e dell’umore erano estremamente prevalenti all’inizio dello studio:
- il 92% delle donne riportava una sensazione costante di stanchezza e mancanza di energia. Non si tratta della normale stanchezza dopo una giornata impegnativa, ma di un affaticamento profondo e inspiegabile che non migliora con il riposo. Questa sensazione può essere accompagnata da una generale mancanza di motivazione e difficoltà a trovare l’energia per affrontare le attività quotidiane.
- il 91% soffriva di problemi di memoria, brain fog o annebbiamento mentale con difficoltà di concentrazione, problemi di memoria a breve termine, ridotta capacità di multitasking e difficoltà nella pianificazione e nell’organizzazione. Molte donne riferiscono di sentirsi “meno acute” mentalmente, di dimenticare frequentemente parole comuni o di perdere il filo del discorso a metà frase
- l’84% aveva difficoltà di concentrazione
- l’81% si sentiva tesa o nervosa
- il 77% sperimentava irritabilità
- il 64% si sentiva infelice o depressa
- il 64% aveva perso interesse per la maggior parte delle attività quotidiane
- il 59% riportava attacchi di ansia o panico
- il 42% soffriva di episodi di pianto.
È fondamentale sottolineare che non tutte le donne con bassi livelli di testosterone sperimenteranno tutti questi sintomi. La sensibilità individuale alle fluttuazioni ormonali varia considerevolmente. Alcune donne sono particolarmente sensibili anche a piccole variazioni nei livelli di testosterone, mentre altre potrebbero avere livelli relativamente bassi senza sintomi significativi. È anche importante considerare che i sintomi possono svilupparsi gradualmente nel corso di anni. Poiché il declino del testosterone inizia già intorno ai 30 anni e procede lentamente, alcune donne potrebbero non rendersi conto del cambiamento fino a quando la riduzione non diventa più marcata durante la perimenopausa. Questo declino graduale può far sì che i sintomi vengano inizialmente attribuiti all’invecchiamento normale o allo stress della vita quotidiana.
Terapia con testosterone in menopausa: benefici, dosaggio, effetti collaterali
Quando i sintomi della menopausa persistono nonostante l’uso della terapia ormonale sostitutiva standard con estrogeni e progesterone, l’aggiunta del testosterone può rappresentare una soluzione efficace. Tuttavia, è fondamentale comprendere le modalità di somministrazione, i dosaggi appropriati, gli effetti collaterali e le considerazioni di sicurezza associate a questa terapia.
Benefici
Le donne nello studio pilota sono state trattate con testosterone transdermico (crema o gel) per un periodo di quattro mesi in cui non è stata modificata la dose di estrogeni che stavano già assumendo. I risultati?
- il 47% delle donne ha riportato un miglioramento nei sintomi dell’umore
- il 39% ha visto miglioramenti nei sintomi cognitivi
- il 52% ha sperimentato un miglioramento del desiderio sessuale.
Un dato significativo emerso dallo studio è che il miglioramento dell’umore è stato quasi comparabile al miglioramento della libido. Gli autori dello studio sottolineano che l’umore e la libido sono strettamente interconnessi e che il desiderio sessuale è, di fatto, uno stato affettivo, un tipo di umore. Le donne infatti tendono a sentirsi più predisposte all’attività sessuale quando hanno energia e il loro umore è positivo, mentre la stanchezza e i sintomi negativi dell’umore come stress, irritabilità, tristezza e ansia hanno un effetto deleterio sul desiderio sessuale.
Il testosterone transdermico, sotto forma di creme o gel, rappresenta la forma preferita di somministrazione nelle donne perchè:
- è un farmaco bioidentico più spesso di origine vegetale (unico disponibile in Italia con dosaggi adeguati alla donna) , cioè chimicamente identico al testosterone naturale prodotto dall’organismo
- permette di mantenere livelli di testosterone relativamente stabili nel sangue, evitando i picchi associati ad altre forme di somministrazione
- è generalmente ben tollerato, con effetti collaterali lievi e facilmente gestibili.
Dosaggio
Le formulazioni più comunemente utilizzate includono creme tra 0,2 a 1% di testosterone, il dosaggio viene personalizzato in base alla risposta clinica individuale. Tipicamente, si inizia con dosi basse, che vengono poi aggiustate in base ai sintomi e ai livelli ematici.
Effetti collaterali
Quando il testosterone transdermico viene utilizzato a dosi fisiologiche, gli effetti collaterali – crescita di peli localizzata nel sito di applicazione e acne – sono generalmente lievi, facilmente trattabili e reversibili con l’interruzione o la riduzione della dose.
Quando iniziare la terapia con testosterone?
La terapia con testosterone può essere utilizzata in qualunque momento della vita della donna anche se è buona norma, in menopausa, iniziare la terapia con estrogeni, con o senza progesterone prima. Questo periodo di attesa è importante perché permette di valutare la risposta alla TOS standard e di stabilizzare i livelli di estrogeni prima di aggiungere il testosterone.
La risposta al trattamento può richiedere tempo. Mentre alcuni sintomi, particolarmente quelli legati all’umore, possono iniziare a migliorare entro poche settimane, altri potrebbero richiedere diversi mesi. Le linee guida cliniche suggeriscono di attendere almeno sei mesi prima di valutare definitivamente l’efficacia del trattamento.
Durante la terapia, è fondamentale un monitoraggio regolare. All’inizio, i livelli di testosterone vengono misurati al basale e poi dopo 3-6 settimane dall’inizio del trattamento. Successivamente, controlli ogni sei mesi permettono di verificare che i livelli rimangano nell’intervallo fisiologico e di escludere un uso eccessivo.
Approccio personalizzato e integrato
Ogni donna vive la menopausa in modo unico, con una combinazione personale di sintomi e livelli di disagio. La gestione ottimale dei sintomi menopausali richiede un approccio personalizzato che tenga conto non solo dei livelli ormonali, ma anche del contesto individuale, delle preferenze personali, della storia medica e degli obiettivi di salute a lungo termine.
La decisione di utilizzare la terapia con testosterone dovrebbe essere presa attraverso un processo di decisione condivisa tra la donna e il suo medico specialista. È essenziale che le donne siano adeguatamente informate sui potenziali benefici, i rischi conosciuti e le incertezze ancora presenti nella letteratura scientifica, in modo da poter fare una scelta consapevole e informata.
Le attuali linee guida cliniche raccomandano il testosterone principalmente per il trattamento del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, e sono necessari ulteriori studi clinici randomizzati per stabilire definitivamente l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del testosterone per altri sintomi menopausali. È fondamentale sottolineare che la terapia con testosterone non dovrebbe essere considerata isolatamente, ma come parte di un approccio integrato alla salute della donna in menopausa. Questo include una valutazione completa dello stile di vita, dell’alimentazione, dell’attività fisica, del benessere psicologico e delle relazioni interpersonali.