I mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule, sembrano essere determinanti nel processo di invecchiamento in salute, la cosiddetta longevity. Un tema particolarmente rilevante per le donne, che oggi vivono oltre un terzo della propria vita in menopausa e post menopausa, spesso subendone le conseguenze sulla salute.
A cura di Redazione Lynda. Revisione di dottoressa Raffaela Di Pace
Menopausa e sana longevità: quali sono i fattori dell’invecchiamento?
Il progresso medico-scientifico ha contribuito a un aumento significativo dell’aspettativa di vita: da una media di circa 30 anni nel 1800, si è passati a quasi 73 anni nel 2019, fino agli oltre 86 anni per la popolazione femminile odierna. Questo incremento senza precedenti ha modificato profondamente la distribuzione per età della popolazione mondiale, con uno spostamento verso fasce sempre più anziane.
Vivere più a lungo, tuttavia, non significa automaticamente vivere in buona salute. La longevità sana è un obiettivo complesso, influenzato da numerosi fattori biologici che contribuiscono allo sviluppo di fragilità e patologie nel corso del tempo.
Nel 2013 un gruppo di ricercatori ha identificato nove caratteristiche distintive dell’invecchiamento, dando impulso a oltre 300.000 pubblicazioni scientifiche dedicate ai meccanismi molecolari dell’aging e alle possibili strategie di intervento:
- instabilità genomica
- accorciamento dei telomeri
- alterazioni epigenetiche
- senescenza cellulare
- disfunzione mitocondriale
- esaurimento delle cellule staminali
- alterata comunicazione intercellulare
- infiammazione cronica
- disbiosi
Tra queste, la disfunzione mitocondriale emerge come un nodo centrale, strettamente interconnesso con tutti gli altri processi dell’invecchiamento e particolarmente rilevante nella donna in menopausa.
I mitocondri: cosa sono e perché sono importanti in menopausa
I mitocondri sono organelli presenti all’interno delle cellule, spesso definiti le centrali energetiche dell’organismo. La loro funzione principale è la produzione di energia sotto forma di ATP (adenosina trifosfato), indispensabile per tutte le attività cellulari, inclusi i processi di riparazione e adattamento allo stress.
Ogni cellula può contenere da centinaia a migliaia di mitocondri, in base al proprio fabbisogno energetico. Tessuti come cuore, muscoli e cervello, ad alta richiesta di energia, ne sono particolarmente ricchi.
I mitocondri possiedono inoltre un proprio DNA (DNA mitocondriale o mtDNA), distinto da quello nucleare. Questo DNA viene ereditato quasi esclusivamente dalla madre, anche se alcuni studi hanno dimostrato che, in casi estremamente rari (circa 1 su 5.000), può esserci anche un contributo paterno.
Oltre alla produzione di energia, i mitocondri:
- regolano il metabolismo cellulare
- contribuiscono all’equilibrio del calcio
- controllano la morte cellulare programmata (apoptosi)
- svolgono un ruolo cruciale nella risposta allo stress ossidativo
Durante l’invecchiamento si osservano un accumulo di mutazioni del DNA mitocondriale, una riduzione del suo contenuto e una diminuzione del numero e dell’efficienza dei mitocondri. Questi cambiamenti sono strettamente associati all’invecchiamento cellulare e allo sviluppo di patologie legate all’età.
Qual è il ruolo dei mitocondri nell’invecchiamento cellulare?
La relazione tra mitocondri e invecchiamento si basa principalmente su:
Produzione di energia (ATP)
Con l’avanzare dell’età, l’efficienza della respirazione cellulare diminuisce e la conseguente riduzione della produzione di energia limita la capacità delle cellule di svolgere le normali funzioni fisiologiche e di attivare efficaci meccanismi di riparazione dai danni fisiologici.
Radicali liberi e stress ossidativo (ROS)
Durante la produzione di energia, i mitocondri generano naturalmente specie reattive dell’ossigeno (ROS): quando però la loro produzione supera la capacità antiossidante della cellula, si instaurano danni a lipidi, proteine e al DNA, incluso quello mitocondriale.
Secondo una delle teorie più accreditate dell’aging, l’accumulo progressivo di danni indotti dai ROS contribuisce in modo significativo all’invecchiamento. La disfunzione mitocondriale porta a una maggiore produzione di ROS e a una ridotta capacità di difesa antiossidante, creando un circolo vizioso di danno cellulare e invecchiamento.
Danno al DNA mitocondriale (mtDNA)
Il DNA mitocondriale è particolarmente vulnerabile ai radicali liberi. L’accumulo di mutazioni nel mtDNA compromette ulteriormente la funzione mitocondriale, accelerando il declino cellulare.
Mitofagia
Le cellule dispongono di un sistema di controllo della qualità chiamato mitofagia, che consente di eliminare i mitocondri danneggiati. Con l’età, l’efficienza di questo processo si riduce, favorendo l’accumulo di mitocondri disfunzionali e contribuendo alla progressione dell’invecchiamento.
La compromissione della funzione mitocondriale è associata a numerose condizioni croniche e degenerative, tra cui diabete, perdita di massa e forza muscolare (sarcopenia), malattia di Alzheimer e fibromialgia. In menopausa, questi processi possono essere amplificati dai cambiamenti ormonali, contribuendo a stanchezza cronica, riduzione della massa muscolare, aumento dell’infiammazione e peggioramento della qualità della vita.
Cosa dicono gli esperti: prospettive future e interventi possibili
Gli studi sulla longevity indicano nei mitocondri il centro dei meccanismi della senescenza, dall’instabilità genomica all’accorciamento dei telomeri, dall’infiammazione cronica all’invecchiamento cellulare.
Le ricerche più recenti stanno esplorando strategie innovative come il trasferimento e il trapianto mitocondriale, con l’obiettivo di ripristinare la funzione cellulare e la vitalità di tessuti e organi invecchiati, ma ad oggi, non è ancora chiaro se queste tecniche di bioingegneria possano invertire completamente gli effetti dell’invecchiamento.Esistono però una valida strategia concreta per sostenere la salute mitocondriale: un’alimentazione equilibrata, ricca di nutrienti e antiossidanti, insieme a un’attività fisica regolare, contribuisce a mantenere i mitocondri più efficienti.