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TOS e rischio di tumore mammario nelle portatrici BRCA

Le donne con mutazione BRCA vivono sempre con grande difficoltà la scelta riguardo alla terapia ormonale sostitutiva (TOS). La ricerca scientifica sulla sicurezza della TOS in presenza di familiarità genetica per il tumore mammario, ha però fornito dati importanti non solo per curare i sintomi ma soprattutto per la salute delle donne che, in giovane età, devono sottoporsi a rimozione di tube e ovaie, con conseguente menopausa precoce. Per queste donne, infatti, questo è l’unico metodo per non ammalarsi di tumore ovarico e per abbassare il rischio di tumore mammario. 

A cura di Redazione. Revisione di dottoressa Raffaela Di Pace, Direttore Scientifico Lynda

TOS e rischio di tumore mammario nelle portatrici BRCA

Le donne portatrici di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 vivono con una consapevolezza particolare: il loro rischio di sviluppare un tumore mammario o ovarico è significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale. Secondo i dati più recenti, il rischio cumulativo di tumore al seno entro gli 80 anni può raggiungere il 72 per cento per le portatrici di mutazione BRCA1 e il 69 per cento per BRCA2. Per quanto riguarda il tumore ovarico, il rischio arriva fino al 44 per cento nelle BRCA1 e al 17 per cento nelle BRCA2.

La ricerca scientifica sul rapporto tra terapia ormonale sostitutiva e rischio di tumore mammario, già aumentato in queste donne, ha prodotto risultati rassicuranti. Gli studi disponibili, sebbene limitati numericamente soprattutto per il gruppo di donne BRCA2, concordano nel non evidenziare un aumento significativo del rischio di tumore mammario associato all’uso di TOS.

Uno studio caso-controllo condotto su 432 donne con mutazione BRCA1 non ha riscontrato alcuna associazione tra l’uso di terapia ormonale e l’aumento del rischio di tumore mammario. I ricercatori hanno analizzato sia donne che avevano subito una menopausa chirurgica sia quelle con menopausa naturale, non trovando differenze significative. Anche quando hanno esaminato diverse formulazioni ormonali o diverse durate di utilizzo, non sono emerse correlazioni preoccupanti.

Particolarmente interessante è lo studio prospettico PROSE, che ha seguito nel tempo un gruppo di portatrici BRCA1 e BRCA2 dopo ovariectomia profilattica. I risultati hanno mostrato che l’uso di TOS non comprometteva la riduzione del rischio di tumore mammario associata all’intervento di annessiectomia. Uno studio successivo di estensione e follow-up ha addirittura riportato una diminuzione del rischio nelle portatrici BRCA1 (queste donne infatti hanno quasi sempre tumore mammario non ormonosensibile) che utilizzavano TOS, sia in quelle operate sia in quelle non operate

Tuttavia, emerge un elemento di cautela riguardo alle diverse formulazioni ormonali. Uno studio prospettico su 872 portatrici BRCA1 sottoposte a ovariectomia ha evidenziato una possibile differenza tra la terapia con soli estrogeni e quella combinata estro-progestinica. Dopo dieci anni di follow-up, esattamente come negli studi degli ultimi anni sulla terapia sostitutiva in generale, l’incidenza di tumore mammario risultava significativamente più bassa nelle donne che usavano solo estrogeni rispetto a quelle che assumevano la combinazione con progestinici. Questo dato suggerisce che il progestinico potrebbe avere un effetto meno favorevole, anche se una metanalisi successiva non ha confermato un aumento effettivo del rischio con nessuna delle formulazioni.

Cosa dicono gli esperti

Sebbene siano necessari ulteriori studi, con follow-up più lunghi e maggiore rappresentanza delle portatrici BRCA2 e manchino ancora dati definitivi su dosaggi, regimi terapeutici specifici e diverse vie di somministrazione, tuttavia le evidenze attuali supportano un approccio che non nega alle portatrici BRCA i benefici della TOS quando indicata. La terapia ormonale sostitutiva infatti non sembra associarsi a un aumento rilevante del rischio di tumore nelle portatrici di mutazione BRCA. E questo è particolarmente vero per le donne che hanno subito ovariectomia preventiva.

Per le donne che non hanno subito l’ovariectomia, la TOS a breve termine può essere considerata per ridurre i sintomi perimenopausali, ma l’indicazione deve essere valutata attentamente da un medico esperto, che consideri età, storia familiare, sintomi e preferenze personali della donna. Rimane invece controindicata la terapia nelle donne mutate che hanno già sviluppato un tumore della mammella.

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